Ritratto 15 di 21

La Vite

“Io sono la vera vite, e il Padre mio è il vignaiolo.”

Il maestro disse ai suoi discepoli: "Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo." Le persone di quella cultura conoscevano bene le viti e i vigneti. La vite dà vita ai suoi tralci e, senza di essa, i tralci non possono sopravvivere. Il maestro usò questa immagine per insegnare loro qualcosa di importante: così come i tralci devono rimanere uniti alla vite, i suoi discepoli devono rimanere uniti a lui. Il Padre, come il vignaiolo, si prende cura della vite. Recide i tralci che non portano frutto e pota quelli che lo portano, affinché crescano più vigorosi e producano ancora più frutto. A volte la potatura è dolorosa, ma aiuta i tralci a diventare sani e pieni di vita. Allo stesso modo, Dio a volte rimuove delle cose dalla nostra vita perché possiamo avvicinarci maggiormente a Lui. Il maestro disse ai suoi discepoli: "Voi siete già mondi, a causa della parola che vi ho annunziata." I suoi insegnamenti li avevano preparati. Ma aggiunse anche: "Senza di me non potete fare nulla." Se un tralcio viene reciso, appassisce e muore. Ma se rimane unito alla vite, porta frutto. Il frutto di cui parlava il maestro non sono i grappoli d'uva—è l'amore, la bontà, la pazienza e le buone opere che mostrano che gli apparteniamo. Egli diede loro un nuovo comandamento: "Amatevi gli uni gli altri, come io vi ho amati." Quell'amore è un amore che si dona fino al sacrificio. Il maestro li avvertì anche che il mondo li avrebbe odiati, così come aveva odiato lui. Ma non sarebbero stati soli. Egli promise di mandare lo Spirito Santo, il "Consolatore", che li avrebbe guidati, dato coraggio e aiutati ad annunciare queste parole.

Pensieri su cui riflettere

Egli è la Vera Vite. Se rimaniamo in lui, le nostre vite cresceranno e porteranno frutto che dà gloria a Dio.